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BURLESQUE… Vinitaly 2014

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E anche quest’anno un viaggetto fino a Verona ce lo siamo fatto. Lo stand, come d’habitude, il più trendy del salone del vino. Qui non si beve vino, qui ci si diverte, si ascolta buona musica, si incontrano persone interessanti,  e si degusta il meglio…dallo champagne agli amous bouche.
In questo luogo (stand è riduttivo) ci si viene su invito,  non è un posto in cui si entra per caso, anche se gli “imbucati” non mancano , ma ci si arriva come graditi ospiti.

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Quest’anno, il teatro (questo il tema dato dalla infaticabile Florence) , è  stato animato, nella prima giornata, da attori provenienti da “la champagnerie” di Milano, restaurant gourmet in via Vittor Pisani , Mamai, ristorante di via adige 9, sempre a Milano, e dagli incredibili salumi della macellerie Fracassi (piazza G. Mazzini 24 , Rassina -Ar )

Ovviamente tutto questo come pretesto per degustare i “petali” della Margherita … le cuvée hanno nomi che giocano con la sensualità , a partire dalla Desir, 100% pinot meunier che ha riposato 3 anni in “cave”  , segue Séduction , con la margherita bianca, simbolo di purezza , un blanc de blancs , chardonnay in purezza, 4 anni in cantina. La cuvée Passion non poteva non avere il colore rosso , e qui troviamo il terzo uvaggio classico dello Champagne, pinot nero, sempre in purezza , che ci arriva dopo 5 anni di riposo.
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Non poteva mancare un rosé,  il Fleur de Flo , dal colore deciso e suadente , affascinante come  solo uno champagne di questo livello può essere. Top di gamma, cuvée Extase, millésime delle migliori annate. Il 2002 (che lo ha visto vincitore in una degustazione al buio davanti a grandi nomi) , è un 100% chardonnay.
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Intanto è cominciata la musica, con due artisti eccezionali, un sottofondo di pregio, degno di questo palco, il giusto sottofondo per  un evento di questa portata.
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Quando Flo mi chiama , comincio a preoccuparmi… è da qualche anno che sono ospite (felice) della maison Guyot alla fiera del vino, ed ogni anno lo stesso problema…come fare a miscelare qualcosa, senza coprire o , peggio, rovinare, uno Champagne così buono? Seguono prove, idee, degustazioni con amici e clienti, aromi e colori , pinzallacchere e mal di testa…e poi parto, sperando di averla azzeccata. ?.
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Quest’anno non è stato diverso, sono partito con il mio zainetto pieno di liquori e speranze…Burlesque, il nome della creazione, visto che il tema era il teatro, ed una volta lì ho capito che almeno il nome l’avevo indovinato…
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Il bicchiere ampio, accoglie il ghiaccio e lo Champagne (per i francesi, una piscina) , una piccola dose di cognac dona corpo e forza. E qui arriva il “colpo di teatro” …direttamente da spruzzatori di profumi,  abbigliati per l’occasione,  una spruzzata di bitter rouge, e due di st. Germain,  il profumatissimo liquore ai fiori di sambuco.
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Il burlesque è una declinazione floreale del più classico cocktail Champagne,  ed il pubblico presente sembra aver gradito.
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