Russian standard vodka

Questo è un distillato che mi “tocca”particolarmente.Sarà stata l’esperienza di lavoro a Mosca, contatti e frequntazioni con russi , anche in tempi non sospetti,la mia appartenenza, per un pò, all’associazione dei barman russi (B.A.R.) sarà l’alta qualità che ha raggiunto negli ultimi anni la produzione della vodka. Qualunque sia la ragione,questo rimane il mio distillato preferito (alla faccia di speackeasy e distilati modaioli). Pura, fredda, secca. Queste le peculiarità che me la fanno amare. Ma tra tutte, ce ne sono alcune che aprezzo paricolarmente, la

Our Vodka

Our/new YorkLa prima distilleria a Manhattan dai tempi del proibizionismo. Anche se le distillerie di Brooklyn e di Long Island hanno fatto distillati locali per qualche tempo,Our / New York sarà la prima distilleria a Manhattan dai tempi del proibizionismo

Champagne ad Alassio

UN MARE DI CHAMPAGNE ALASSIO – 17 E 18 GIUGNO VI EDIZIONE Un nuovo format per l’evento italiano interamente dedicato allo Champagne #parlamidichampagne Diana Grand Hotel & Resort Via Garibaldi, 110 – Alassio (SV) “Che cosa disse Dom Perignon ai

LaVeuve en Rose

Un cocktail per l’estate due prodotti italiani, il bitter Gagliardo ed il gin Rivo, per un aperitivo dal gusto classico con profumi inediti, il profumo della rosa e del timo. La freschezza del pompelmo rosa completa la gamma dei sapori.

BORDIGA, UNA STORIA ITALIANA

A Cuneo e nelle vallate Occitane Bordiga è da sempre sinonimo di liquori:  da quasi 130 anni la distilleria è il riferimento per genepy, vermouth ed amari. Abbiamo avuto la fortuna di assaggiare i gin Bordiga in occasione del gin day di Milano La storia inizia però a Torino nella seconda metà dell’Ottocento, dove il cav. Pietro Bordiga aveva un piccolo e famoso bar frequentato da illustri personaggi dell’epoca. Forte delle sue conoscenze in erboristeria e delle tecniche di estrazione degli oli essenziali, decide di aprire una distilleria: sceglie una città di montagna dove sia più semplice trovare le erbe per le sue creazioni. Cuneo è il luogo ideale: in mezzo alle Alpi ed insieme ben collegata al capoluogo. Il primo stabilimento è in piazza del Seminario, in pieno centro, e pochi anni dopo si sposta sulla strada che porta ai monti, in via Valle Maira, sede ancora oggi della produzione Bordiga. Nel corso degli anni l’azienda è cresciuta nelle tecnologie  e nella capacità produttiva, ma ben poco è cambiato nella distillazione e nel metodo di lavoro. Ancora oggi in Bordiga si usa l’alambicco a fuoco di legna, ancora oggi i mastri distillatori controllano personalmente le erbe portate la sera dai raccoglitori manuali e la produzione risente come una volta delle stagioni e del clima. In Bordiga le cose si fanno ancora per passione, amando la natura senza forzarla, cercando solo il buono e l’eccellenza, in ogni distillato. Per fare un buon liquore, che soddisfi il palato, il corpo e la mente si deve innanzitutto partire dalle erbe migliori, dallo zucchero più fine e dall’alcol più puro, insieme all’acqua limpida delle Alpi ed alla loro sapiente unione. Più di un secolo di storia ed il lavoro di quattro generazioni di Bordiga hanno insegnato che la cura delle lavorazioni e le sperimentate metodologie non bastano per

IL MARTINI PERFETTO

Il Martini è sicuramente “Il Cocktail!” Abbiamo trovato questo articolo su Internet che ci sembrava interessante. Poteteleggere originale (in inglese, di Emma Cooke ) a questo indirizzo: https://www.buzzfeed.com/emmacooke24/shaken-not-stirred?utm_term=.glx2x6zxw#.deeaQAyQo Il Martini: Esiste un drink piu “affabile”? Io credo di no   Ma per

VODKA BELUGA

Il lusso di bere bene Torno a parlare di Vodka (con la V maiuscola), dopo aver effettuato una serie di assggi di Vodka Beluga a Nizza. Grazie alla brand ambassador Katerina Tsokolenko, che ci ha dato la possibilità di conoscere meglio la gamma di Vodka dello storione. Innanzitutto perchè dare ad una Vodka il nome di un pesce? In primis perchè non è un pesce qualunque, ma uno storione che produce il miglior caviale in commercio, e poi perchò, come il pesce in questione, ha bisogno di tempi lunghi per poter dare il megio di sè, con risultati eccezionali.     La Vodka Beluga è prodotta da JSC Synergy, uno dei colossi russi del settore delle bevande alcoliche nonché terzo produttore di Vodka al mondo. Distillata per la prima volta nel 2002, Beluga è diventata in breve tempo leader del segmento Super Premium –Ultra Premium; sui mercati occidentali è presente a partire dal 2009, ed è oggi venduta in oltre 50 Paesi del mondo.   La gamma beluga è composta da varie tipologie:   VODKA  BELUGA  NOBLE Un distillato che definire “base” è estremamente riduttivo. La piu adatta ad essere miscelata, passa trenta giorni di affinamento (moltissimi per una Vodka) prima di essere messa in commercio. Prodotta da cereali russi maltati di alta qualità, viene controllata in ogni fase della distilazione. Distillazione multipla in alambicchi continui, rettificazione in cinque passaggi, filtrazione in due passaggi su carbone attivo di betulla. Ne risulta un Bouquet fresco, in cui spiccano fragranti accenni floreali e note di cereali.   VODKA  BELUGA TRANSATLANTIC Prodotta in onore della squadra di vela Russa,ha una particolarità che la differenzia dalle altre Vodke Beluga: nel processo di filtrazione, il distillato passa attraverso un filtro di cotone naturale. Il processo di affinamento, che in questo caso passa a 45 giorni, lo rende un prodotto con un gusto delicato.

SHERED

Bourbon (infuso con Lapsang suchong tea) Pesca Lime Bitter O redhead…perchè Lei è rossa. La dolcezza degli stati del sud (Stati Uniti ovviamente),legata all’affumicatura, non solo delle botti, come si usa fare da quelle parti,ma anche dell’esotico Lapsang Suchong tea. Lei non è americana, ma ha molto a che fare con le miscele di the, erbe ed infusi vari. La pesca, matura al punto giusto, profumata e gustosa. Come per il Bellini è preferibile quella bianca, che si trova d’estate. Non frullata, per carità! La pesca va “pressata” delicatamente con l’aiuto di un colino, in modo che non si riempia d’aria e che il colore della buccia vada a mischiarsi con quello della polpa. Il succo di lime serve ad equilibrare , perchè dolce va bene, ma nel giusto limite. E per finire il bitter. Io ho scelto il bitter rouge, che aprezzo per la varietà di profumi. Il punto di amaro che non guasta,anzi. E perchè un pò di rosso ce lo voglio mettere anche io, che diamine. E stasera lo gusteremo insieme… Ma non vi dico come e dove

ROMMEL

L’americano è da sempre uno dei miei cocktail preferito. L’equilibrio tra dolce e amaro, l’alcol a giusta gradazione, grazie all’aggiunta di soda, gli olii essenziali del limone che lo profumano. All’aperitivo è sicuramente una scelta azzeccata… Ma un giorno, a Montecarlo, arrivano due clienti, una coppia di Torino per l’esattezza, che amano l’americano, ma per l’occasione vorrebbero un twist che lo renda legato a quel momento, a quel posto, a quella loro serata. Il preavviso è poco, ma per fortuna l’intuizione arriva. Ed è legata ad un altro cocktail ormai classico, e molto in voga negli ultimi anni,  Il moscow mule è composto da vodka, succo di lime e ginger beer. Ginger beer non è una birra, ma si chiama così perchè la lavorazione ricorda quella della birra, ma ha come base lo zenzero, e viene dagli Stati Uniti. Da non confondere con il ginger ale, di produzone inglese, che è essenzialmente una bevanda aromatizzata al ginger. E allora la soda viene sostituita dal ginger beer. Il piccante dello zenzero arriva alla fine, l’amaricante del bitter  mischiato al dolce del vermut si sentono prima.  Per completare l’opera, alcune gocce di bitter all’arancia. Alla fine della cena gli aperitivi sono stati molti piu di due, i clienti se ne sono andati sorridendo, ed io ho creato il mio “twist” ,  che è diventato anche il mio aperitivo preferito.  

RISTORAZIONE AL BAR

Oggi ho pensato di farmi odiare  dalle grandi marche di  cibi precotti surgelati… C’era una volta un paese a  vocazione turistica ed  enogastronomica. Malgrado i mille problemi  dovuti ad una  classe politica  poco attenta alle necessità  del paese, ma molto ai propri  conti correnti, gli abitanti del bel paese  ed i turisti,  mangiavano,  nella maggior parte dei casi,  molto meglio degli abitanti del  resto del mondo. In casa, o fuori, la cultura  (inculcata fin dalla  prima infanzia da nonni  e genitori) era fondata  su un concetto:  l’importante è  mangiare bene,  laddove bene è sinonimo di  naturale e  “fatto in casa”. Ma i tempi cambiano,  le necessità  dei politici  aumentano, e l’economia  segue a ruota.  Il mercato peggiora,  le spese aumentano,  gli esercizi  pubblici si moltiplicano a  

IL DECALOGO DEL BARMAN

Mi collego ad un articolo (che potete leggere al link qui sotto) in cui il maestro Gualtiero Marchesi detta dieci regole per quello che lui ritiene il cuoco  perfetto. Il pensiero è immediato… E se provassimo a trasformarle in dieci rregole per  il barman perfetto? Un piccolo giochino, un esercizio di stile che potrebbe far bene a molti. Prendetolo con un sorriso: Barman è un mestiere o meglio ancora , un servizio, un ministerium. La divisa, in ordine, elegante è un segno di rispetto verso il cliente e serve anche a  comunicargli degli aspetti imprescindibili: l’onestà, la pulizia, il rispetto.(ndr. Ricordo ancora quando , nei miei primi momenti dietro il banco, i Barman piu esperti mi raccomandavano di  non mettere anelli, orologi ecc. Ovviamente di tatuaggi neanche a parlarne!) La legge del barman è la ricetta di cui è esecutore, ricordando che ogni buona esecuzione presuppone  una quota d’interpretazione, attentamente dosata, non eccessiva ma neanche assente,  introdotta con rispettosa discrezione. A un livello più alto sta il compositore. Ai diversi gradi di esperienza e conoscenza corrisponderanno tre figure:  l’esecutore, l’interprete e il compositore. Per raggiungere questi traguardi, il barmandovrà impadronirsi della tecnica e aver fatto pratica di tutti i tipi di cocktail e delle principali tecniche Un elemento importante per arricchire le proprie esperienzeè sicuramente la conoscenza dei prodotti, la loro storia, le origini e gli                                

COFFE WORLD

Il caffè è sempre stato abbastanza “snobbato” ( a torto) dai “barman” nostrani. In realtà c’è un mondo meraviglioso e complicato dietro a queste picccole bacche tostate. Per chi volesse approfondire le tecniche, la filosofia, i diversi metodi di estrazione,